L’innata iperbole recondita dell’inutilità degli strumenti freddi

Lunedì mattina presto, viaggiando in pullman, mi sono imbattuto in una situazione già vista diverse volte, ma che in questo caso mi ha fatto riflettere: per circa un’ora, ovvero per tutta la durata del viaggio, un tizio è stato letteralmente incollato al portatile, scrivendo email di risposta ai vari colleghi. La cosa che più di tutte ha stimolato la mia riflessione, oltre l’orario, è che l’atteggiamento complessivo (postura, smorfie facciali, ecc.) dava l’impressione che questa persona si comportasse come se dovesse recuperare il “tempo perso del weekend”.

laptop travel

La sensazione è stata rafforza vedendolo tirare quasi un sospiro di piacere quando abbiamo incontrato un rallentamento… tempo in più per le mail!

Sia chiaro non è il lavorare in viaggio che mi ha stupito, visto che anch’io, quando sono in treno (nel pullman non riesco in alcun modo a causa del rumore, degli spazi limitati e del modo “fantasioso” di guidare degli autisti), utilizzo il tempo per lavorare e per approfondire le tematiche che professionalmente mi interessano.

Piuttosto, sono le particolari caratteristiche di contesto che mi hanno fatto riflettere, portandomi a ripensare a quanto siano importanti i Valori e i Principi Agili che metto le Persone al centro di tutto, evidenziando la necessità di mantenerle motivate (“Build projects around motivated individuals”). Sesso discorso per una la vista organizzativa “Energize People” di Management 3.0.

Come si può immaginare di essere produttivi e dare il meglio di sé, se il lunedì mattina alle 6.00 siamo già in queste condizioni? Arriveremo in ufficio stressati dal primo minuto, soprattutto perché l’abuso di strumenti freddi, email in primis, ci porta ad avere una sensazione dell’incompiuto perenne, quasi vergognandoci di dedicare il giusto tempo a noi stessi e ai nostri cari.

incompiuto

Non è possibile immaginare di essere sempre “immersi” nel lavoro, per quanto appagante sembri, perché questo non ci consente di respirare, confrontarci al difuori della sfera professionale, e arricchire le nostre azioni con contaminazioni esterne.

E poi… basta con tutte queste email! “Face to Face conversation”… parliamo con i nostri colleghi, con i nostri clienti, collaboriamo con loro per trovare la giusta quadra in funzione degli obiettivi e delle necessità che dobbiamo soddisfare nell’immediato, con un occhio a quelli generali.

Per darvi un’idea di come la comunicazione tramite email possa essere assurdamente istituzionalizzata, date un’occhiata alla “Email Etiquette: Guidelines for Writing to Your Professors” (https://www.math.uh.edu/~tomforde/Email-Etiquette.html), che spiega agli studenti della Houston University come scrivere una email ai propri professori.

Ad onor del vero, la “guida” si chiude con un “Do Not Use Email as a Substitute for Face-To-Face Conversation”, ma sembra più che altro una cosa buttata li per dovere.

Il succo di tutto il discorso è che non bisogna mai “vergognarsi” di ritagliarsi i propri spazi, staccare la spina e ricaricarsi: non si tratta di un plus, ma di un obbligo che anche l’organizzazione per cui si lavora deve tenere in conto. È un dovere nei riguardi del proprio collaboratore, ma anche un elemento di vantaggio competitivo, potendo contare su Persone che sentono di avere un giusto equilibrio, andando a soddisfare i propri desideri intrinseci.

Stay tuned J

VMworld: la storia dell’innovazione passa (anche) da qui – Parte I

Iniziato nel 2004 come evento che raccoglieva un ristretto numero di appassionati, oggi
il VMworld è uno degli eventi principali del mondo IT. E, nel corso degli anni, il VMworld ha rappresentato un’anticipazione sul futuro e sui trend del mercato dell’Information Technology.

A pochi mesi dal principale evento di VMware, che si terrà dal 27 al 31 agosto a Las Vegas e dall’11 al 14 settembre a Barcellona, ripercorriamo la storia di quello che è diventato un appuntamento fondamentale per tutto il mondo dell’Information Technology e un evento in cui, possiamo dirlo senza timore di smentita, è stata fatta la storia della virtualizzazione prima e del cloud computing poi.

La prima edizione del VMworld è quella di San Diego, California, nel 2004, in cui erano presenti 1.500 partecipanti. Una cifra che fa sorridere se si pensa che lo scorso anno sono state 23.000 negli Stati Uniti e oltre 10.000 a Barcellona. Una crescita che riflette l’evoluzione della strategia e dell’offerta di VMware: nel 2004 iniziavamo a parlare di virtualizzazione dei server, e il messaggio faticava ancora a  passare. Ora parliamo di cloud computing, di data center interamente definito dal software in tutte le sue componenti, anche reti e storage, e arriviamo fino a concetti che un tempo sembravano molto lontani dalla strategia VMware, come la sicurezza, la mobility, l’IoT.

Ma passare da quelle 1.500 persone così appassionate di virtualizzazione ai numeri raggiunti in questi ultimi anni è stato un percorso lungo, fatto di grandi novità, che ripercorriamo in questo articolo evidenziando cosa ha reso interessanti e memorabili gli eventi.

VMworld 2004
San Diego, California


Il claim del primo VMworld è “Join the Virtual Evolution”. Tra i relatori della Keynote Session figurano Diane Greene, presidente e co-fondatore dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware. La grande notizia è che la società era stata acquisita da EMC. Quell’anno VMware viene definita come “un innovativo fornitore di piccole dimensioni in gran parte sconosciuto al di fuori di una cerchia entusiasta di clienti e professionisti del data center”. Alcune tecnologie di base del tempo, come Virtual Center, vMotion e Virtual SMP, erano disponibili da circa un anno.

VMworld 2005
Las Vegas, Nevada

All’evento sono presenti 51 sponsor. Il tema dell’evento è “Virtualize now” e Diane Greene annuncia VMware ESX Server 3, lo storico hypervisor dell’azienda, e VMware VirtualCenter 2, il software di gestione dei server per l’infrastruttura virtuale, due importanti release di prodotto. Viene annunciato inoltre VMware Player, un prodotto gratuito che permetteva di gestire e condividere il software in una macchina virtuale su un PC Windows o Linux”. Partecipano all’evento 3500 persone.

VMworld 2006
Los Angeles, California

In un solo anno i partecipanti raddoppiano e raggiungo la ragguardevole cifra di 7000 presenze. Non si tratta solo di un numero, ma della dimostrazione che VMware sta facendo qualcosa di significativo per il mercato IT, sta sviluppando soluzioni rivoluzionarie, che segneranno l’evoluzione della tecnologia in azienda. La virtualizzazione sta prendendo piede, sempre più clienti la scelgono per ottimizzare i carichi di lavoro e rendere più efficienti i propri server. Nel keynote Diane Greene insiste molto su un concetto del Software as a Service (SaaS).

Uno dei grandi annunci nello show è il Virtual Appliance Marketplace e il Programma di Certificazione, un programma di storefront e certificazione per virtual appliance. Viene inoltre presentato VMware Lab Manager, frutto della recente acquisizione di Akimbi Systems.

 

VMworld 2007
San Francisco, California

Dai 7000 partecipanti del 2006 si passa a 10.800 persone. Il tema del 2007 è “Embracing your virtual world”: la virtualizzazione sta diventando realtà, come sottolinea Diane Greene nel keynote di apertura:  “A year ago, we were talking about virtualization becoming mainstream. Now, we are talking about a virtualization industry. It’s an incredible time to be part of it. Virtualization is driving a complete infrastructure refresh. The data center is getting modernized and getting optimized as well as all the infrastructure products; the virtualization layer is offering a better way to handle disaster recovery, security, provisioning and more and we’re helping companies use less power.”

Fra le novità presentate, l’introduzione di ESX Server 3i (ESXi), un prodotto chiave per VMware e che consente all’azienda di consolidare ulteriormente la propria posizione di leadership nei confronti dei concorrenti, di Virtual Desktop Manager per la virtual desktop infrastructure (VDI) e di Site Recovery Manager.

Una curiosità: all’ingresso del Solutions Exchange è esposto un gigantesco murales a gesso dell’artista newyorkese Brian Rea di 18 x 5 metri.

VMworld 2008
Las Vegas, Nevada, e Cannes, Francia

Il Nuovo CEO dell’azienda è Paul Maritz, che nel keynote annuncia i temi su cui si sarebbe focalizzato negli anni a seguire: il cloud computing, la VDI e la virtualizzazione del data center. Vengono annunciati Virtual Data Center O, vCloud e vClient. Partecipano 14.000 persone.

È anche l’anno in cui il VMworld sbarca in Europa, a Cannes, dove sono 5000 le persone che partecipano all’evento. E già nel 2008 l’Italia contribuisce con ottimi numeri: sono circa 50 i clienti arrivati dal nostro Paese quell’anno.

Una survey condotta sui partecipanti testimonia l’elevata soddisfazione per l’evento: il 97% dichiara di volerlo raccomandare ad altri, l’85% conferma l’interesse a partecipare all’edizione del 2009 e il 63% lo giudica migliore rispetto a qualunque altra conferenza del 2008.

VMworld 2009
San Francisco, California e Cannes, Francia

 

“Hello freedom”: è questo lo slogan del VMworld del 2009, che ha l’obiettivo di mettere in evidenza la capacità della virtualizzazione di mettere in grado i professionisti IT di liberarsi delle limitazioni tecniche del computing tradizionale, supportando quelle figure che sanno sfruttare la virtualizzazione per trasformare le possibilità in realtà. Migliaia di clienti VMware in tutto il mondo stanno trasformando le loro organizzazioni dicendo addio all’inflessibile e inefficiente approccio tradizionale alla gestione delle risorse e dando il benvenuto a un futuro di infinite possibilità alimentate dalla virtualizzazione.

Nel suo keynote, Paul Maritz spiega l’importanza di ridurre le complessità di gestione dei data center e evidenzia gli investimenti continui di VMware nel cloud computing.

Molte le novità tecnologiche presentate anche in questa edizione: VMware vCenter , che promuove una nuova era della gestione IT per guidare l’agilità aziendale; VMware Go, un nuovo servizio che renderà la virtualizzazione ancora più facile per gli utenti; VMware vCloud Express, per  un’infrastruttura on-demand, pay-as-you-go come servizio.

Connected Ability – Hackaton disabilità visive – 27-28 giugno 2017 in Microsoft House

Oggi vogliamo condividere con voi un’iniziativa che si terrà alla fine di questo mese (27 e 28 Giugno) in Microsoft House in Viale Pasubio 21 a Milano.

Si tratta di un Hackathon di due giorni che mette al centro le disabilità visive e che prende il nome di Connected Ability. Non si tratterà solo di un evento informativo con sessioni e workshop, ma prevederà anche 24 ore durante le quali si svilupperanno progetti, idee e soluzioni. Questo hackathon rientrerà in un progetto ambizioso e molto più ampio, grazie al quale vorremmo sensibilizzare le nostre audience a proposito delle disabilità fisiche e non.

Dopo la mattinata del 27 giugno, in cui vedremo protagonisti diversi esponenti dell’Unione Nazionale Ciechi, nonché testimonianze e qualche sessione tecnica, verranno creati dei team e si darà il via a un vero e proprio hackathon con la possibilità di rimanere a dormire in Microsoft House. Lo scopo è sensibilizzare tutti, e non solo i partecipanti, al tema della disabilità e sforzarsi di mettersi nei panni altrui per creare delle soluzioni accessibili. Nei team gireranno a rotazione delle persone ipovedenti o non vedenti che possono essere di aiuto nella sensibilizzazione all’argomento.

Per maggiori informazioni potete visitare la pagina http://www.techiteasy.it/ dove in prima riga c’è il rimando all’hackathon, o collegarvi direttamente al link di iscrizione https://aka.ms/mscomm

Per partecipare all’Hackaton viene richiesto come conoscenza di base un linguaggio di programmazione supportato da Visual Studio e/o Xamarin ma anche se non si hanno competenze tecniche la propria esperienza potrà essere utile all’interno di un team di lavoro.

Ci sarà parallelamente un Hackathon Online, che prevede delle dirette Facebook dalla Microsoft House in quei giorni e la possibilità di interagire con esperti Microsoft.

Contiamo sul vostro interesse e sulla vostra sensibilità.

Restate in contatto con l’iniziativa utilizzando l’hashtag #ConnectedAbility

SID 2017: Grazie di cuore

Il SID 2017 si è appena concluso, nonostante i mille problemi ce l'abbiamo fatta anche se non è stato facile. Siamo tutti stanchi morti, le cose da fare dietro le quinte sono moltissime e si lavora anche fino a notte fonda affinché sia tutto perfetto per i nostri ospiti.

Appena sono arrivati i feedback ho cominciato a scorrere la lista dal basso verso l'alto e a metà ho pensato "non c'è la mia sessione, sarà un errore" poi salgo con lo sguardo piano piano e mi ritrovo tra le prime righe. Incredulo seguo la riga con il dito mirando bene per un paio di volte.
Sono proprio lì tra le prime righe e non riesco a crederci. E' già un onore essere in quella lista di stimatissimi professionisti, figuriamoci tra le prime righe.

Grazie di cuore a tutti! Un abbraccio.


Il dilemma del tentativo unico sul valore ignoto

Per quanto sia coinvolto ormai da molti anni nel mondo Agile, resto ancora spiazzato nello scoprire quanto sia difficile spiegare in parole semplici cosa sia “Agile”.

Qualche settimana fa sono stato coinvolto in una interessante discussione con un gruppo di manager, apparentemente lontani da questo mondo, e, parlando del più e del meno, ad un certo punto uno di loro mi ha chiesto: “convincimi che l’Agile è utile per quello che facciamo nel tempo che impiegheremmo ad attraversare dieci piani in ascensore”.

elevator pitch

Ok, al di là del mio velato sorriso relativamente all’Elevator Pitch, che molti di voi immagino conoscano, devo dire che condensare una risposta efficace in pochi secondi è stato più difficile del previsto.

A primo acchito ho risposto con una definizione che spesso sento usare da Giulio Roggero: “… un set di 4 valore e 12 principi che ci consentono di lavorare insieme in modo efficace ed efficiente”.

Nella mia mente sembrava una risposta chiara e limpida, ma il risultato ottenuto con il manager è stato piuttosto deludente, visto che lo stesso mi ha fatto notare che essa può essere applicata in modo praticamente identico a diversi approcci che sostengono le iniziative del business.

Cavolo… ha decisamente ragione!

Spesso siamo così immersi nel “nostro mondo” che fatichiamo a guardarci intorno e renderci conto che esistono anche altre opzioni che permettono di raggiungere risultati interessanti, in funzione del contesto Culturale in cui vengono applicate.

Resta il fatto che nei giorni a seguire ero rimasto con il cruccio di trovare una definizione o una metafora per avvallare la mia tesi con il manager in questione, e dopo diverse ipotesi ho tirato fuori il “One-Shot Dilemma” che voglio condividere con voi:

Hai a disposizione 1 euro e puoi investirlo in tre modi diversi: una bottiglina d’acqua [bisogno attuale], una penna [bisogno ricorrente] o un gratta e vinci [bisogno futuro]. Cosa scegli?

Il manager è restato sconcertato dalla domanda perché non ha colto il nesso tra le tre diverse scelte, apparentemente casuali e non associabili a problematiche di gestione (non ho chiaramente esplicitato il concetto di bisogno che sopra ho inserito tra parentesi). Dopo qualche secondo, la riposta è stata:

…onestamente non saprei… compro una bottiglina d’acqua così almeno mi disseto!”

dice

Alche, la mia reazione è stata:

Bingo!… è esattamente questo il punto: non puoi decidere cosa fare se non hai visione del bisogno da soddisfare e non hai gli strumenti adatti per contestualizzarlo. È come se sfidassi costantemente la fortuna, sperando che la tua scelta sia quella giusta.

Agile ti permette, invece, di utilizzare al meglio le risorse a tua disposizione, ottenendo valore contestuale da esse e riducendo il rischio “one-shot” perché aiuta a concentrarsi su obiettivi ragionevoli a breve termine, pur inseriti nel quadro generale.” 

La discussione è poi continuata su diversi aspetti di dettaglio che non vi racconto per non annoiarvi.

La considerazione che voglio condividere, però, è quella che in un momento in cui si comincia a parlare con insistenza di Business Agility, Modern Agile e similari, dove l’Agilità si “scrolla di dosso” quel legame forte con lo sviluppo software per divenire uno strumento con cui l’azienda può rispondere in modo più efficace alle perturbazioni di Mercato, dobbiamo imparare ad essere meno “tecnici” nelle nostre discussioni ed abbracciare un vocabolario che ci permetta di dialogare con successo con il nostro interlocutore (Ubiquitous Language!) in modo da far comprendere il Valore annesso al mondo Agile, Lean e DevOps.

Stay tuned J

PASSGIVC – Data modelling with Power BI

Il prossimo webinar del PASS Italian Virtual Chapter è programmato per mercoledì 21 Giugno 2017 alle ore 18:00.

Marco Pozzan (@marcopozzan) parlerà di Data modelling con Power BI.

Questo è l’abstract del webinar:

Avrete probabilmente visto molti scenari in cui viene utilizzato Power BI. Tuttavia la maggior parte delle demo si basano su scenari in cui tutto funziona con un drag and drop dei campi del modello. Ma cosa succede quando il dato non è perfetto o il vostro problema di business è più complesso? In questa sessione, si vedranno come risolvere le problematiche che inevitabilmente si andrà in contro quando si torna al lavoro. Questa sessione vi darà la possibilità di vedere come si modellano i dati per risolvere i problemi del mondo reale con Power BI.

Per effettuare la registrazione, puntate il vostro browser qui.

vCAN LIVE 2017: supportare i Partner con tutto il necessario per offrire ai clienti cloud agili e sicuri, oggi e nel futuro


Jean Philippe Barleaza, EMEA VP Channel, Alliances e General Business di VMware, spiega l’importanza della rete dei Partner di vCloud Air e come l’evento vCAN LIVE abbia rappresentato per VMware un’occasione unica per promuovere la discussione sul multi-cloud con i propri Partner

 

La pressione costante verso la trasformazione digitale e la necessità di mantenere la competitività portano le organizzazioni a richiedere sempre di più ambienti cloud che diano loro maggiore libertà di innovare e che, allo stesso tempo, migliorino la capacità di rispondere al mutare delle condizioni di mercato, offrendo una velocità maggiore nel rilasciare prodotti e servizi. Che l’esigenza sia quella di un ambiente che fornisca risorse aggiuntive per gestire i periodi di picco nelle richieste, oppure di un’infrastruttura ibrida, multi-cloud, altamente flessibile e di grandi dimensioni, vCAN, la rete dei service provider di VMware vCloud Air, riveste un ruolo molto importante.
Quando abbiamo annunciato la nostra architettura Cross-Cloud a supporto dell’approccio multi-cloud, infatti, sapevamo già che la tecnologia avrebbe rappresentato solo una parte della risposta nell’aiutare le organizzazioni end user a raggiungere un approccio fluido al cloud. Ma i service provider nostri Partner sono nella posizione migliore per offrire una soluzione ibrida completa grazie ai loro servizi gestiti, alle esperienze specifiche sui mercati verticali e alla vicinanza e comprensione del cliente e delle sue esigenze di business.

Tutto questo rappresenta la base del successo del vCAN LIVE, il nostro evento che si è tenuto a Parigi la scorsa settimana. Organizzato presso Radio France e trasmesso online, ha visto la presenza di oltre 700 delegati in rappresentanza di 25 paesi in tutta EMEA.
Al live panel hanno partecipato Ajay Patel, Senior Vice President Product Development, Cloud Services di VMware, e diversi esperti di cloud locali che hanno sottolineato l’esigenza per le organizzazioni, a prescindere dalla dimensione, di poter scegliere liberamente qualsiasi cloud pubblico, mantenendo il pieno controllo e la visibilità.

 

 

Durante la discussione, Graham Crich, EMEA Director for Cloud and Service Provider Partners, ha sottolineato quali siano le opportunità crescenti per i Partner, con un mercato del private e managed cloud che ha già raggiunto una crescita a livello mondiale del 22% su base annua. Jay Workman, Senior Director, VMware vCloud Air Network Program Marketing, ha osservato come la maggior parte dei clienti di VMware utilizzi ancora ambienti totalmente on-premise, e questo comporti opportunità significative per i Partner vCAN se li si dota degli strumenti giusti per portare le soluzioni al mercato.

Ajay Patel, infine, ha evidenziato come molti clienti lottino con la complessità nel migrare i carichi di lavoro esistenti verso il cloud pubblico; vorrebbero approfittare dei vantaggi nell’utilizzo del public cloud, ma senza dover sostenere costi elevati per la migrazione e le operations. Qui entrano in gioco i partner di vCAN: i cloud VMware-based offrono un punto di appoggio affidabile e sicuro per i carichi di lavoro enterprise. vCloud Director offre ai service provider la possibilità di fornire servizi di rete a valore aggiunto, con un controllo granulare accurato e un accesso self-service da parte dei tenant, mentre NSX rende possibile collegare ed estendere in modo sicuro un data center del cliente al cloud. Anche per i clienti che ricercano semplicemente soluzioni di disaster recovery, VMware aiuta i Partner a offrire vCloud Availability, una soluzione di DR on-ramp ed economicamente conveniente.

Ma come è possibile integrare le nostre tecnologie negli stack dei service provider? Laurie Clough, Sr. Director, vCloud Air Network Technical Services, ha invitato i partner a dare un’occhiata al sito web dedicato al VMware vCloud Architecture Toolkit for Service Providers (vCAT-SP) e a utilizzare i documenti di reference in modo autonomo attraverso i toolkit di abilitazione della soluzione che sono già disponibili nelle diverse lingue.

Il vCAN LIVE è stato pensato per fornire ai nostri Partner tutte le conoscenze utili a lavorare insieme per guidare il cambiamento e aiutare i clienti nel loro percorso di trasformazione, in modo da essere più rapidi in un mercato in continua evoluzione. Un messaggio fondamentale per i nostri Partner che è emerso durante la giornata è stato quanto sia fondamentale che ci facciano sapere sempre quello che desiderano da VMware, in modo da aiutarli ad avere successo – sia che si tratti di sviluppare soluzioni che di trovare semplicemente dei modi nuovi di fornire supporto e formazione durante il go to market.

Stiamo preparando diversi blog post dedicati al cloud momentum di VMware, sottolineando ancora una volta il valore della nostra rete di partner vCAN e la sua importanza nell’offrire le soluzioni cross-cloud ai clienti; i post comprenderanno interventi delle spokesperson e dei partecipanti all’evento. Se desideri maggiori informazioni su vCloud Air Network, visita il sito web dedicato.

SID – Server Infrastructure Day 2017

Il SID (Server Infrastructure Day) è la conferenza IT Pro Business organizzata da Inside Technologies e dalla community WindowServer.it, dedicata a tutte le aziende, che ti permette di conoscere le novità dei prodotti e le best-practice di implementazione. Tutte le aziende hanno bisogno di essere sempre operative e di ridurre i costi di gestione; scopo della conferenza è di mostrare quali sono gli strumenti giusti per la vostra azienda e di studiare una strategia vincente per il futuro.

L’edizione 2017 (la sesta) del SID si terrà il 14 e 15 giugno 2017 presso il Palazzo Lombardia a Milano.

Il SID è, dal 2012, una delle conferenze business più importanti sulle tecnologie Microsoft, che vede tra i suoi partecipanti aziende di ogni calibro: dal libero professionista, alle PMI per arrivare alle multinazionali.

Oltre 25 sessioni tecniche, su tecnologie Microsoft e non solo, inclusi deep-dive su security, networking, data, storage, identity, mobile, hybrid infrastructure, management, DevOps, productivity, collaboration e molto altro.

Anche quest’anno partecipo in qualità di speaker, con una sessione dedicata ai Remote Desktop Services Giovedì 15 Giugno, in Sala Mirage alle ore 12.00.

Quest’anno nella mia sessione vedremo come costruire una farm RDS  “on-premises” in HA con Windows Server 2016. Analizzeremo in dettaglio i ruoli che compongono la farm, quindi RD Session Host, RD Connection Broker, RD Web Access, RD Licensing, RD Virtualizzation Host e RD Gateway. Guarderemo anche l’ultima novità, prensente in Windows Server 2016, che consente all’ RD Connection Broker di utilizzare un database SQL in Azure per l’High Availability. Inoltre vedremo di come eseguire, in Microsoft Azure, un deploy di una farm RDS utilizzando Windows Server 2016 e un Azure Resource Manager template.

Vi aspetto!!

Turbonomic 5.9 amplia la visibilità del cloud

Turbonomic 5.9 amplia la visibilità del cloud

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Turbonomic ha rilasciato la nuova release 5.9 che introduce importanti nuove funzioni per gestire i costi e il posizionamento dei sistemi nel cloud ibrido.

La nuova release estende le funzionalità della piattaforma on-premises con il nuovo supporto per gli ambienti di cloud pubblico Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure rendendo più semplice la migrazione verso il cloud ibrido ottenendo le massime prestazioni al costo minimo.

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Anche la versione 5.9 offre ancora la vecchia GUI poichè la nuova UI HTML5 è ancora in fase di sviluppo e probabilmente farà il suo debutto nella prossima versione 6.0.

 

Novità

Nella versione 5.9 sono state introdotte alcune interessantissime funzioni. Il processamento è stato migliorato notevolmente ed è ora da 100 fino a 400 volte più veloce. La tebella sottostante mostra alcuni esempi del tempo richiesto per l’analisi dell’ambiente in base al numero delle VM.

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Abbassare i costi Cloud

Turbonomic ora visualizza i costi in tempo reale dei propri sistemi posizionati negli ambienti AWS ed Azure. E’ possibile consultare analisi dettagliate raggruppate in diverse visualizzazioni per meglio analizzare i costi in base alle prestazioni.

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Cloud Account – è disponibile il dettaglio costi per Cloud Account.

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Cloud Service Provider – è possibile visualizzare anche il dettaglio costi per Cloud Service Provider.

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Budget Management – è possibile specificare un budget mensile fisso da spendere fornendo il miglior posizionamento possibile con i target cloud disponibili.

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Pianificazione migrazione Cloud

E’ un tool molto interessante che permette agli amministratori di migrare verso AWS ed Azure in modo preciso e sotto budget. I piani di migrazione sono basati sulla propria infrastruttura posizionando i sistemi nelle zone e regioni più idonee a fornire prestazioni affidabili al minor costo

La procedura è molto semplice ed intuitiva. Dalla sezione Global Environment, cliccare sul bottone PLAN.

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Selezionare la voce Migrate to Public Cloud come tipologia di piano.

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Selezionare le VM da migrare.

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E’ possibile scegliere su quale provider si desidera migrare (AWS, Azure o entrambi) e le regioni disponibili. Selezionare i Provider e le Regions desiderate.

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L’applicativo visualizza i costi con o senza Turbonomic per il piano selezionato mostrando le differenze in termini di risparmio.

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Compliance Assurance

I sistemi configurati in HA sono posizionati in regioni cloud multiple e zone di disponibilità o data center, cluster e host on-premises rispettando le specifiche di gestione del rischio per le applicazioni critiche.

 

Assure Performance

I sistemi applicativi possono ricevere le risorse che necessitano, quando ne necessitano continuamente in tempo reale al costo minore.

I costi possono essere controllati con Turbonomic grazie alla sua funzionalità di ridurre o sospendere automaticamente le istanze quando non sono necessarie senza impatti sulle prestazioni.

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Visibilità Cloud Ibrido

Con Turbonomic 5.9 si ha a disposizione la visione globale da un’unica schermata del consumo delle risorse tra data center on-premises e servizi cloud.

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Le funzionalità introdotte nella versione 5.9 rendono Turbonomic una soluzione unica in grado di ottimizzare i costi, la gestione e le prestazioni dei sistemi on-premises ed in cloud. Informazioni aggiuntive possono essere consultate presso il sito web Turbonomic.

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